La notizia in sintesi
- Tinto Brass riceverà il Premio Pietro Bianchi dei Giornalisti Cinematografici Italiani.
- Il tributo sarà legato alla Mostra del Cinema di Venezia.
- Il 1° settembre sarà presentato il restauro 4K di Col cuore in gola.
- Il film del 1967 torna al Lido grazie al lavoro della Cineteca Nazionale.
Riassunto generato con AI AGENTICA di Datamoney.ch
Tinto Brass premiato alla Mostra di Venezia
Tinto Brass riceverà al Lido il Premio Pietro Bianchi 2026, assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, SNGCI, d’intesa con la Biennale di Venezia, a una personalità di rilievo del cinema italiano. Il riconoscimento viene conferito nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presieduta da Pietrangelo Buttafuoco e diretta da Alberto Barbera.
Il premio si collega alla preapertura della manifestazione, fissata per martedì 1° settembre, quando sarà presentato in anteprima mondiale il restauro digitale 4K di Col cuore in gola, film diretto da Brass nel 1967. La scelta unisce dunque l’omaggio alla carriera del regista alla riscoperta di un titolo centrale della sua stagione più sperimentale.
Il SNGCI motiva l’attribuzione definendo Brass un autore capace di attraversare ruoli e linguaggi diversi, da regista a sceneggiatore, montatore, scrittore e attore. Nella motivazione viene sottolineata la libertà del suo cinema, descritto come visionario, irriverente e anticonformista.
Il riconoscimento arriva nell’anno in cui ricorrono i cinquant’anni dalla morte di Pietro Bianchi, figura a cui il premio è intitolato. Nato nel 1977, il Premio Pietro Bianchi mantiene una collaborazione storica con la Biennale e viene assegnato a protagonisti che hanno contribuito alla storia del cinema nazionale.
Il restauro riporta al Lido un thriller pop
Col cuore in gola fu girato interamente a Londra e vede protagonisti Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin. Il film racconta l’incontro breve ma decisivo tra un attore francese e una giovane donna in stato di choc, trovata davanti al cadavere di un uomo.
L’opera, liberamente ispirata al romanzo Il sepolcro di carta di Sergio Donati, fu sceneggiata da Tinto Brass, Francesco Longo e Piere Lévy-Corti. La colonna sonora è di Armando Trovajoli, mentre la consulenza grafica di Guido Crepax contribuì alla fisionomia visiva del film.
Il restauro è stato realizzato dal CSC – Cineteca Nazionale con il supporto di Netflix, utilizzando i materiali degli aventi diritto di Compass Film. La nuova versione digitale 4K consentirà alla Mostra di riproporre sul grande schermo un’opera indicata dalle fonti come un cult del cinema libero e sperimentale degli anni Sessanta.
La concomitanza tra premio e restauro evidenzia una parte della filmografia di Brass che precede la sua più nota produzione erotica. Il SNGCI richiama infatti il suo lavoro sul linguaggio cinematografico, riconoscendo un autore che ha combinato cinema d’autore, sperimentazione e provocazione culturale.
“Brass ha saputo reinventare il linguaggio cinematografico con il gusto del cinema d’autore e, insieme, l’istinto del grande sperimentatore”, affermano i Giornalisti Cinematografici nella motivazione. Il testo attribuisce al regista la capacità di superare le convenzioni dello sguardo e di incidere sulla storia del costume e dello spettacolo.
Il Premio Pietro Bianchi è stato assegnato nel tempo a registi, sceneggiatori, direttori della fotografia, montatori e attori. Tra i precedenti vincitori figurano Mario Soldati, Cesare Zavattini, Alessandro Blasetti, Mario Monicelli, Federico Fellini non è indicato nelle fonti, mentre risultano citati Michelangelo Antonioni, Bernardo Bertolucci, Carlo Lizzani, Francesco Rosi e Dino Risi.
Un premio dentro la memoria del cinema italiano
L’edizione 2026 colloca Tinto Brass in un percorso di premiati che comprende anche sceneggiatori come Suso Cecchi D’Amico, Age, Scarpelli e Tonino Guerra, oltre ai direttori della fotografia Giuseppe Rotunno e Vittorio Storaro. Tra gli interpreti figurano Sophia Loren, Claudia Cardinale, Virna Lisi e Michele Placido.
Negli anni Duemila il riconoscimento ha ricordato anche critici e comunicatori come Enrico Lucherini e Vincenzo Mollica. Tra gli autori premiati più recentemente sono citati Marco Bellocchio, Giuliano Montaldo, Citto Maselli, Gianni Amelio, Enzo D’Alò, Gabriele Salvatores, Ermanno Olmi, Ugo Gregoretti e Dario Argento.
Il ritorno di Col cuore in gola offre quindi un’occasione di rilettura pubblica dell’opera di Brass attraverso il restauro. La presentazione veneziana mette in relazione conservazione dei materiali cinematografici, ricerca stilistica e riconoscimento di una carriera fuori dagli schemi.
Il premio del 2026 segue quello attribuito ad Antonio Capuano nell’edizione 2025. Nell’albo d’oro compaiono inoltre Dominique Sanda, Stefania Sandrelli, Sergio Castellitto e Nanni Moretti.
FAQ
Chi assegna il Premio Pietro Bianchi?
Il SNGCI assegna il riconoscimento d’intesa con la Biennale di Venezia a personalità eccellenti del cinema italiano.
Quando sarà presentato Col cuore in gola restaurato?
Martedì 1° settembre il film del 1967 sarà proiettato in anteprima mondiale nella versione digitale 4K.
Chi ha realizzato il restauro del film?
Il CSC – Cineteca Nazionale ha curato il restauro con il supporto di Netflix e materiali degli aventi diritto Compass Film.
Dove è stato girato Col cuore in gola?
Londra ospitò interamente le riprese del thriller pop interpretato da Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin.
Quali fonti sono state analizzate?
La Redazione ha rielaborato con supervisione umana un’analisi accurata di fonti stampa ufficiali e giornalistiche qualificate, incluse le agenzie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
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