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By Redazione Gossip.re

Alfonso Signorini chiede 5 milioni a Google dopo le accuse di Corona

La notizia in sintesi

  • Alfonso Signorini ha citato Google davanti al Tribunale di Milano.
  • La richiesta di risarcimento indicata negli atti è di cinque milioni di euro.
  • La causa riguarda contenuti diffusi su YouTube da Fabrizio Corona.
  • La prima udienza è fissata al 20 dicembre 2026.

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Signorini chiede cinque milioni a Google

Alfonso Signorini ha avviato una causa civile contro Google, gestore di YouTube, chiedendo un risarcimento di cinque milioni di euro per i danni economici, professionali e personali che ritiene derivati dalla diffusione dei contenuti pubblicati da Fabrizio Corona nel format Falsissimo. L’azione è stata depositata davanti al Tribunale di Milano e riguarda video e materiali circolati sulla piattaforma a partire dal 15 dicembre 2025.

Secondo la ricostruzione contenuta negli atti citati dalle fonti, i legali dell’ex conduttore del Grande Fratello Vip contestano a Google una rimozione non sufficientemente tempestiva ed efficace dei contenuti ritenuti lesivi. La prima udienza della causa è fissata per il 20 dicembre 2026.

La domanda giudiziaria non riguarda soltanto il presunto danno immediato: la difesa sostiene che l’esposizione mediatica abbia inciso sul valore dell’immagine di Signorini, considerata una risorsa centrale della sua attività televisiva ed editoriale. Sarà il Tribunale di Milano a valutare le responsabilità contestate e l’eventuale riconoscimento del risarcimento.

Le contestazioni sulla gestione dei contenuti

Il procedimento nasce dalle dichiarazioni e dai materiali diffusi da Fabrizio Corona, che aveva accusato Alfonso Signorini di ricatti intimi nei confronti di aspiranti concorrenti del GF Vip e aveva pubblicato fotografie intime del giornalista. Signorini ha sempre respinto le accuse, dichiarandosi innocente.

Nel giudizio civile, tuttavia, il bersaglio dell’azione non è Corona, ma Google quale gestore di YouTube. Gli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia sostengono che la piattaforma “non avrebbe agito in modo tempestivo, efficace e adeguato” per eliminare i contenuti segnalati, impedirne la ripubblicazione e bloccare la circolazione di materiali identici, derivati o sostanzialmente simili.

Questa impostazione sposta il confronto sul ruolo del gestore della piattaforma dopo le segnalazioni ricevute. Non viene quindi chiesto al giudice soltanto di esaminare l’impatto dei video originari, ma anche di valutare se le misure adottate da YouTube siano state adeguate rispetto alla permanenza online e alla possibile nuova diffusione dei contenuti contestati.

Gli atti depositati descrivono la reputazione pubblica dell’ex direttore di Chi come patrimonio professionale ed economico. A sostegno di questa tesi, la difesa richiama il contratto con Mediaset precedente all’uscita dalla scena televisiva: il minimo annuo garantito era di 1,2 milioni di euro, di cui 480mila euro collegati ai diritti d’immagine.

Le cifre non costituiscono, negli atti richiamati, una quantificazione automatica del danno, ma servono a rappresentare il peso economico attribuito all’immagine dell’ex conduttore. La richiesta complessiva di cinque milioni include infatti la prospettata compromissione delle opportunità lavorative future, oltre alle conseguenze che la difesa collega alla vicenda.

Tra queste vengono indicate una forte riduzione dell’esposizione pubblica e l’interruzione dell’attività sui social. La documentazione citata parla inoltre di sofferenza intensa e prolungata, con effetti sulle abitudini di vita, sui rapporti sociali e sulla gestione della presenza pubblica.

La perizia e il peso dell’immagine pubblica

La causa introduce anche una dimensione personale attraverso una relazione che, secondo gli atti, descrive un quadro ansioso-depressivo con componenti fobico-sociali. Sono menzionati episodi compatibili con attacchi di panico e sintomi riconducibili all’area post-traumatica.

Si tratta di elementi riportati dalla difesa di Alfonso Signorini per sostenere l’esistenza di un danno non limitato ai compensi o ai rapporti professionali. La loro rilevanza giuridica sarà valutata nel contraddittorio processuale, insieme alle contestazioni rivolte a Google.

L’udienza del 20 dicembre 2026 sarà il primo passaggio formale per chiarire il perimetro della causa. Il caso mette al centro la tutela dell’immagine di una figura televisiva e le procedure con cui una piattaforma interviene sui contenuti segnalati come lesivi.

FAQ

Quanto chiede Signorini a Google?

La richiesta di risarcimento indicata negli atti è di cinque milioni di euro, per danni economici, professionali e personali prospettati dalla difesa.

Quando è fissata l’udienza a Milano?

Il Tribunale di Milano ha fissato la prima udienza della causa civile al 20 dicembre 2026.

Perché Google è stata citata in giudizio?

I legali contestano a Google, gestore di YouTube, una rimozione ritenuta non tempestiva ed efficace dei contenuti segnalati.

Quali compensi Mediaset emergono dagli atti?

Il contratto richiamato prevedeva un minimo annuo garantito di 1,2 milioni di euro, con 480mila euro attribuiti ai diritti d’immagine.

Come sono state verificate queste informazioni?

L’analisi nasce dalla verifica incrociata della Redazione su ComingSoon.it e Gossip e Tv; ogni articolo passa dalla supervisione umana della Redazione prima della pubblicazione.