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By Redazione Gossip.re

Chiara Ferragni, malore in Perù dopo l’escursione a 5mila metri

La notizia in sintesi

  • Chiara Ferragni ha avuto un malore dopo l’escursione sulla Rainbow Mountain in Perù.
  • L’episodio è avvenuto a Cuzco, dopo il rientro da oltre 5mila metri di altitudine.
  • L’imprenditrice ha usato ossigeno in hotel per 10-15 minuti, riferendo un rapido miglioramento.
  • Ferragni è poi tornata a Lima e ha rassicurato i follower sulle sue condizioni.

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Malore di Chiara Ferragni dopo l’escursione in Perù

Chiara Ferragni ha accusato un malore a Cuzco, in Perù, dopo un’escursione sulla Vinicunca, conosciuta come Rainbow Mountain o Montagna Arcobaleno, insieme al compagno José Hernandez e a un gruppo di amici. L’imprenditrice digitale ha raccontato personalmente l’episodio attraverso le storie pubblicate su Instagram, condividendo anche un’immagine in cui appare sdraiata sul letto dell’hotel con una maschera collegata a una bombola d’ossigeno.

Il malessere è arrivato dopo la salita oltre i 5mila metri di quota e dopo il rientro in città, durante l’ultima notte trascorsa a Cuzco. Ferragni ha riferito di aver inizialmente affrontato l’escursione senza avvertire particolari difficoltà, pur essendo consapevole che altri partecipanti al viaggio avevano risentito dell’altitudine.

Il motivo dell’intervento con l’ossigeno, secondo il suo racconto, è stato il sopraggiungere di una forte sensazione di calore, difficoltà respiratoria e una percezione di scarso controllo del corpo e del braccio. L’influencer ha rassicurato il pubblico definendo l’episodio non grave e spiegando di essersi sentita meglio dopo pochi minuti di ossigeno. Dal giorno successivo, ha detto, ha lasciato Cuzco per rientrare a Lima.

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La vicenda si inserisce nel viaggio peruviano documentato sui social da Ferragni e Hernandez, tra tappe nelle Ande e visite nelle principali località del Paese. Il racconto ha avuto ampia diffusione perché accompagna immagini e parole della diretta interessata, senza indicazioni di conseguenze successive al malore.

I sintomi dopo la discesa dalla Rainbow Mountain

Ferragni ha collocato l’episodio dopo una giornata sulla Montagna Arcobaleno, che supera i 5mila metri di altitudine. Tornata a Cuzco, ha fatto una doccia veloce ed è uscita con Hernandez, convinta di non aver subito effetti dalla permanenza ad alta quota. La situazione è cambiata dopo una cena, quando ha avvertito quella che ha descritto come una “botta di calore”.

Nel video rivolto ai follower, l’imprenditrice ha spiegato: «Mi sembrava di non respirare bene, che il braccio non rispondesse bene». In un altro passaggio ha riferito la sensazione che il corpo non reagisse normalmente, elemento che l’ha portata a rientrare subito nella struttura in cui alloggiava. L’episodio è stato ricondotto al malessere legato all’altitudine, indicato nel suo racconto con l’espressione inglese altitude sickness.

Secondo quanto riportato da Ferragni, gli hotel della zona dispongono di bombole d’ossigeno proprio per assistere chi accusa disturbi dopo le escursioni in quota. «Qui tutti gli hotel sono super-attrezzati con la bombola d’ossigeno», ha raccontato, precisando di aver utilizzato la maschera per circa 10-15 minuti. La permanenza con l’ossigeno sarebbe stata sufficiente a far rientrare i sintomi descritti.

https://www.instagram.com/p/Dcl1qTrEXpB/

Nel gruppo erano presenti amici medici, circostanza che, secondo la stessa Ferragni, l’ha aiutata a mantenere la calma. L’imprenditrice ha inoltre riferito che anche altri partecipanti avevano avuto lievi malesseri nel corso del viaggio, senza conseguenze gravi. Non ha indicato ricoveri ospedalieri né terapie successive all’intervento effettuato in hotel.

Il suo racconto contiene anche un dettaglio rilevante: Ferragni ha detto che lei e Hernandez erano tra coloro che non avevano assunto le “pilloline” che, a suo dire, possono aiutare durante l’esposizione all’altitudine. Non ha però specificato il nome di alcun farmaco né fornito indicazioni mediche sull’uso di prodotti o trattamenti.

L’episodio mostra come gli effetti dell’altitudine possano manifestarsi anche dopo il rientro dalla salita, almeno nell’esperienza riferita dall’imprenditrice. Ferragni ha riconosciuto di aver probabilmente sottovalutato la fatica accumulata durante le diverse giornate trascorse sulle Ande, nonostante la salita fosse sembrata gestibile nel momento dell’escursione.

Il messaggio di prudenza dopo la vacanza andina

Dopo il miglioramento, Chiara Ferragni ha scelto un tono ironico per spiegare la lezione ricavata dalla disavventura. «Mai sentirsi una figa», ha sintetizzato, ricordando che poco prima si era vantata con José Hernandez di non aver sofferto l’altitudine. Il messaggio non è stato presentato come un consiglio clinico, ma come una riflessione personale sull’eccessiva sicurezza.

La sequenza dei fatti evidenzia il valore comunicativo del racconto diretto: foto, video e aggiornamenti hanno consentito a Ferragni di chiarire rapidamente che il malore era rientrato. La precisazione ha ridimensionato l’allarme generato dall’immagine con la maschera d’ossigeno.

Per l’imprenditrice, il viaggio è proseguito con il trasferimento a Lima. La sua testimonianza conferma soltanto l’esperienza vissuta a Cuzco: un disagio temporaneo dopo l’alta quota, gestito nell’hotel e seguito da un rapido recupero.

FAQ

Dove è avvenuto il malore di Chiara Ferragni?

L’episodio è avvenuto a Cuzco, dopo il rientro dall’escursione sulla Rainbow Mountain, la Montagna Arcobaleno peruviana che supera i 5mila metri di altitudine.

Quali sintomi ha raccontato Chiara Ferragni?

Ferragni ha riferito una forte sensazione di calore, difficoltà a respirare e la percezione che il corpo e un braccio non rispondessero bene.

Quanto è durato il trattamento con ossigeno?

La maschera collegata alla bombola d’ossigeno è stata usata per circa 10-15 minuti nell’hotel di Cuzco, secondo il racconto dell’imprenditrice.

Chi era con Ferragni durante il viaggio?

José Hernandez, compagno di Chiara Ferragni, era con lei insieme a un gruppo di amici; l’imprenditrice ha detto che nel gruppo erano presenti amici medici.

Quali fonti sono state analizzate?

La Redazione ha rielaborato con supervisione umana un’analisi incrociata di fonti stampa ufficiali e giornalistiche qualificate, comprese le agenzie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, verificando la coerenza delle informazioni disponibili.

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